CASAPOUND FERMO “STRAGE DI BOLOGNA 30 ANNI SENZA GIUSTIZIA”

STRISCIONI IN CITTA’ PER CHIEDERE LA VERITA’ SUL PIU’ SANGUINOSO ATTENTATO DELLA STORIA ITALIANA

Fermo, 2 agosto – In occasione della drammatica ricorrenza di quel 2 Agosto 1980, quando, alla stazione di Bologna, una bomba uccise 85 persone, Casapound Fermo invita tutti a riflettere su come, ancora oggi, a trent’anni di distanza, giustizia non sia stata fatta. E lo fa attraverso l’affissione di 2 striscioni recanti le scritte ” Strage di Bologna, vogliamo la verità” e ” 2/8/1980 La strage non è fascista”.
Non è notizia recente, infatti, che la Magistratura bolognese, abbia riaperto i fascicoli dell’inchiesta, dopo le dichiarazioni del terrorista internazionale Carlos, riguardo il coinvolgimento nella vicenda del suo sodale Thomas Kram.
Sebbene tre condanne siano state emesse nei confronti di Luigi Ciavardini, Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, quali “esecutori materiali della strage”, intendiamo sottolineare che persino il flebile e inverosimile castello accusatorio, montato ad arte per offrire dei colpevoli in pasto all’opinione pubblica, manca dei mandanti e del movente. Se anche tutto ciò fosse vero, sarebbe comunque una “giustizia incompleta.
Ma noi non crediamo a questo, sia perchè la tesi che porterebbe ad una strage di stampo neo-fascista, è fondata solo su elementi indiziari che non trovano riscontri fondati e sia perchè i principali testimoni dell’accusa sono Massimo Sparti e Angelo Izzo, nell’ordine: un falsario condannato per furto e ricettazione, liberato in seguito alle sue deposizioni riguardo la strage per un tumore di dubbia esistenza, e l’altro ben più noto alle cronache per essere lo “Stupratore del Circeo”.
Insomma in questi trent’anni abbiamo assistito a come delle costruite supposizioni siano state offerte al pubblico dominio come verità assolute, e con i nostri striscioni affissi per la città vogliamo ricordare a tutti che quei morti, i loro parenti e l’Italia intera attende ancora che giustizia sia fatta e venga svelata la verità sul più sanguinoso attentato che l’Italia ricordi.

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